Capitolo 58
Confidenze
-Ma chi è che questo deficiente che ti ha riempito la camera di rose?-
Nina fu categorica nell'esprimere il suo giudizio negativo sullo stato di quella stanza.
Amava i fiori ed era lieta di riceverne, ma era anche una ragazza con uno spiccato senso della misura, ed ogni esagerazione era considerata da lei in malo modo.
Vee semplicemente scosse il capo, spogliandosi degli abiti della giornata e entrando nella stanza da bagno.
Con lei nella sua stanza era in compagnia delle sue amiche, Nina e Randy.
Sarah e May si erano offerte qualche minuto dopo di scendere al bar e prendere da bere per tutte.
Vee le aveva ringraziate...un bella cioccolata calda dopo una giornata di lavoro era l'ideale per rilassarsi e cancellare le preoccupazioni.
****
Quel giorno aveva sentito i suoi nonni che come ogni anno avevano deciso di chiudere il negozio per una settimana e prendersi una vacanza a fine mese: sarebbero andati a Tokyo, a trovare la figlia e il genero.
La ragazza aveva semplicemente compreso ed annuito al telefono, dicendo loro che dopo il lavoro sarebbe partita da Londra, e li avrebbe raggiunti all'aeroporto di Fukuoka.
Non vedeva i suoi genitori da sei anni...ora era lontana abbastanza per non dover sottostare ai voleri dei suoi anziani tutori.
Parlare con Eliza invece l'aveva messa di buon umore.
Leda aveva deciso la data del matrimonio: proprio la vigilia di natale.
- Sei sicura che si possa fare?- aveva domandato a Leda, lì presente durante la chiamata.
- Non avrei scelto questa data se non fosse stato così...non preoccuparti! quando torni piuttosto, devo prenderti le misure per l'abito da damigella!-
Eliza si era riappropriata della cornetta, comunicandole entusiasta che Vee sarebbe stata la damigella d'onore, mentre lei stessa avrebbe avuto la fortuna di fare da testimone.
- Sono contenta...- aveva risposto la giovane, chiudendo gli occhi ed immaginando Leda vestita da sposa.
La sua amica sarebbe stata bellissima, ne era certa.
E dopo aver saputo delle condizioni di Martyne, che ormai non portava più le garze, salutò calorosamente l'amica che sarebbe andata a lavoro entro breve.
C'era ancora una persona da chiamare...lo sapeva bene...
Ma non ci riusciva...non ne aveva il coraggio.
Quante volte aveva preso il cellulare in mano e composto il numero dell'ospedale per poi tremare al solo pensiero di udire la sua voce?
Una volta ci era andata vicina...prima che potesse riattaccare, all'altro capo della linea qualcuno aveva risposto.
Era rimasta nel suo camerino, pietrificata per un istante, fino a riprendere fiato quando si era accorta che la voce che udiva era di una donna, un'amica.
- Signora Sheryl...è...è bello sentirla...-
L'infermiera l'aveva trattenuta al telefono per minuti interi, parlandole delle ultime novità, prima di chiederle se volesse parlare col dottore.
- No!- aveva esclamato Vee, sorprendendosi della propria irruenza.
Gli doveva parlare, aveva promesso a Patrick che gli avrebbe parlato, persino Sir Andrew le aveva consigliato di chiarirsi con lui...ma...
Cosa c'era da chiarire?
Lui le aveva dichiarato il suo amore: quell'amore che lei aveva donato ad un altro.
- Chiamerò...un'altra volta, signora...non...fa niente- e aveva riattaccato prima che la signora decidesse che attraversare il corridoio per chiamare il dottor Street non fosse poi questa gran fatica.
William dal canto suo non conosceva il suo numero.
Eliza sarebbe morta prima di darglielo e Leda non aveva confidenza con quell'individuo.
Non l'avrebbe rintracciata mai...e non avrebbe voluto.
Sentirlo così all'improvviso le avrebbe impedito di formulare alcun ragionamento, alcuna parola.
Doveva prepararsi, preparare il cuore a quella chiamata, a quel dialogo rimandato per settimane...
Lo avrebbe rimandato ancora...quella sera voleva solo rilassarsi con le sue amiche, dimenticare la stanchezza, la malinconia che l'assenza di Gerard le dava...ritornare bambina e giocare quasi con le sue amiche, provare vestiti ed accessori e raccontarsi come il lavoro le teneva impegnate e le varie gaffe che i rispettivi colleghi commettevano, donando loro brevi momenti di svago.
****
- E' un amico di Sir Andrew...un uomo che mi fa venire i brividi...-chiarì Vee uscendo dalla doccia con un'asciugamano giallo che avvolgeva tutto il suo fisico snello.
I capelli erano leggermente umidi e li asciugò con calma, sedendosi sul letto e facendosi passare la camicia da notte da Nina, seduta all'altro versante del letto.
- Un uomo dai gusti pacchiani, mi viene da dire...- osservò Nina in perfetto cinese, chiudendo la porta che dava sull'ingresso, a quella parte della stanza in cui i fiori sembravano soffocarsi a vicenda, lottare per un pò d'aria e di spazio.
Le rose, tutte rosse sembravano uccidere ogni altro omaggio di ammiratori sconosciuti.
Quell'uomo...probabilmente aveva acquistato tutte le rose di Londra per regalarle alla cantante.
-Ti piace?- domando Randy, ormai pronta per andare a dormire, saltellando sul letto ed eseguendo a tratti brevi movimenti non naturali.
Non riusciva mai a smettere di allenarsi, neanche quando era ora di riposare.
Era forsa la più scalmanata di tutte le sorelle Chang, ma questo non le aveva mai impedito di fare carriera ed imporsi e anzi, quel suo atteggiamento così vitale le aveva procurato molti ammiratori e ammiratrici.
- No, per niente...quell'uomo...-
Vee tacque, riponendo l'asciugamano e facendo scivolare la camicia da notte aderente, di seta bianca, a tratti quasi trasparente sulle sue curve sottili ed agili, e Nina non mancò di notare certi piccole contusioni all'altezza dei fianchi...ma non come quei segni che le aveva visto tante volte addosso...
Questi potevano avere solo una natura...natura di cui sospettava...dopotutto Vee aveva un ragazzo...e si erano incontrati la settimana prima...
Alzò le sopracciglia, ma subito nascose quell'espressione di sorpresa comprensione, mascherandola con una certa attenzione per la discussione in corso tra la ragazza e la sorella.
- Quell'uomo vuole solo dimostrare che può avere tutto quello che vuole...che gli bastano i soldi e il potere per ottenere qualsiasi cosa...E ora mi vuole aggiungere alla lista...-
- Allora tu gli piaci!- disse Randy, cadendo infine sul letto e avvicinandosi a Vee, prendendole la spazzola dalle mani e iniziando a riavviarle i lunghi capelli castani.
- No, Randy...per questo tizio la nostra Vee è-
- Un trofeo- Vee terminò la frase per Nina, leggendole nel pensiero.
Il loro era stato un rapporto difficile, pieno di conflitti...e solo in seguito, durante la loro infanzia e l'adolescenza, avevano compreso di essere più vicine e affini di quanto non credessero possibile.
- E io non sono un premio da vincere...-
Nina si avvicinò alla ragazza, prendendo il posto della sorella e spazzolandole i capelli, dividendoli al vertice in due lunghe ciocche.
Le avrebbe fatto un paio di trecce.
- Allora perchè non gli dici che non ti interessa?- domandò Randy, ritrovandosi libera dalla sua unica distrazione aveva iniziato a spulciare i vari regali ancora chiusi che avevano trovato posto sulla poltrona vicina al letto.
Trovò una scatola di cioccolatini e non potè fare a meno di aprirla ed assaggiarne uno.
- Ci ho provato!- ribattè la giovane, ma le fu impedito di muoversi da Nina, che ormai aveva iniziato ad acconciarle i capelli, - e per tutta risposta mi ha mandato cento rose rosse al giorno fino ad oggi...e non posso neanche rifiutarle...-sbuffò, sentendo l'attaccatura dei capelli tirata all'indietro.
La donna più adulta rimase in silenzio, mentre la sorella sceglieva un'altro cioccolatino, portandolo alle labbra e riprendendo a parlare.
- Perchè?-
Vee sospirò.
- E' un amico del capo, Randy...sai cosa significa, vero?-
- Uh-uh...un intoccabile, vero?-
- Già....-
Nina terminò la sua operazione e permise a Vee di alzarsi e di ammirarsi allo specchio.
Entrambe erano soddisfatte.
- Allora perchè non gli dici che sei impegnata con un altro? sarebbe facile...non ti disturberebbe più- le consigliò la donna.
- Si, infatti! "Sto con Gerald, non perdere tempo con me!" Digli così, Vee! cantagliele!-
Vee scosse la testa, abbassando lo sguardo.
- Prima di tutto è Gerard, non Gerald, Randy...e no..non posso dirglielo...ecco...Gerard non vuole che si sappia che stiamo insieme...-
Randy fu la prima a lamentarsi, mentre Nina rimase in silenzio.
Vee lo difese.
- Ha ragione lui...vuole proteggere la nostra privacy...ragazze, sono bastati tre giorni perchè lì fuori tutti sapessero tutto di me...cosa succederebbe se la stampa venisse a sapere di me e di lui? E' un attore famoso, qui...-
- E allora? Che male ci sarebbe?- domandò leggermente irritata Nina, riavviandosi i capelli neri e lisci come seta, sedendosi accanto a Vee e trascinandola a sedere cavalcioni sul letto.
Vee si lasciò trascinare..dopotutto avrebbe fatto meglio a cercare un posto comodo adesso, perchè dopo sarebbero arrivate anche le altre..e il letto, per quanto grande, non era omologato per cinque persone.
Randy le saltò accanto, sdraiandosi ai piedi del letto, metà delle gambe sospese fuori dal materasso.
- State insieme, no?-
Vee annuì, sospirando brevemente.
- A proposito di stare insieme...- e Nina le cinse le spalle da dietro, poggiando la testa sulla spalla di lei.
- Cosa è successo quando è veuto qui domenica?-
Vee allargò gli occhi, tentando di voltarsi per incrociare lo sguardo con quello malizioso dell'amica.
Fatica sprecata.
- Ecco...abbiamo ballato...oh, è stato bellissimo...ma-
- Ma?- ripetè la ragazza dietro di lei, mentre Randy era avanzata carponi fino ai piedi di Vee, per sentire meglio.
- Poi ho scoperto che..era venuto qui...con la sua collega di lavoro...-
-Chi, la smorfiosa?Ma nooo!- sbuffò la sorella più giovane, mettendosi seduta, Nina scioglieva appena la sua presa attorno alle spalle dell'amica.
- Ma poi abbiamo fatto pace!Ci siamo baciati...e...e-
- E????- ripetè Randy impaziente di sapere.
Vee arrossì, chinando la testa e iniziando a balbettare.
- E..l'ho...i-invitato qui...-
Neppure Nina riuscì a trattenere un gridolino eccitato, diverso dallo strillo d'esultanza e d'emozione di Randy.
- Wow, Vee! così si fa!E lui è salito?-
Gli sguardi di Vee e di Nina furono su di lei...
Che domanda intelligente aveva fatto...
- Randy Chang- Nina la chiamò per nome e cognome, mollando quasi del tutto la stretta attorno alle spalle di Vee,- credi davvero che un uomo qualsiasi rifiiuterebbe un invito del genere?-domandò seria, ma con un breve sorriso sulle labbra.
Nonostante fosse la più pacata di tutte...Nina non rinunciava certo a divertirsi...ogni tanto.
- Ehm...in effetti- sorrise disarmata, facendosi più vicina ancora e pretendendo particolari.
- Ragazze...io...io..-
Lei non voleva parlarne..non sapeva come fare...come avrebbe potuto descrivere a parole quella gamma di emozioni che l'avevano colta e lasciata senza fiato?
Come descrivere la forza, l'irruenza e allo stesso tempo la tenerezza che aveva avvertito sulla propria pelle, nella propria carne?
- Basta così, Vee- disse Nina, sedendosi più comodamente e prendendo la spazzola, cominciò a spazzolare i propri capelli neri.
Randy rise.
- Ha ragione Nina, Vee...meglio aspettare che Sarah e May tornino, prima di continuare...- ed ammiccò, inconsapevole che per Nina e Vee la discussione era già finita.
****
- Ma perchè ci mettono tanto?- domandò Nina, alzandosi in piedi dopo aver riposto la spazzola e lanciando uno sguardo preoccupato a Vee.
La ragazza non attese oltre.
Si offrì di andare a vedere.
Dopotutto quella era la sua stanza, il suo albergo...lei le aveva invitate, e loro erano ospiti.
Si alzò da letto, senza neanche indossare le pantofole si avviò verso la porta ed uscì.
Udì le loro voci in lontananza.
Risa infantili.
-May? Sarah?-
Avanzò, ma si immobilizzò nel percepire un'altra voce, dal timbro maschile.
Una voce conosciuta...non quella delle sue guardie del corpo..e nemmeno dei suoi colleghi...
Si avvicinò con cautela ma accelerando il passo.
- Vee, sei qui? cosa fai?- domandò May, vedendola appromassimarsi a loro con aria preoccupata.
- Lo dovrei chiedere io..perchè siete- le parole le morirono in gola.
Non aveva sbagliato...
- Conosci il signor Connelly, Vee-chan?- le fece Sarah, scansandosi di poco.
Vee rimase a fissarlo senza alcuna emozione sul volto.
- Chiamatemi pure Vince, ragazze...io e la signora Miller ci conosciamo già, non è vero?-
- Si...- rispose Vee, cercando di mantenere il controllo.
"Purtroppo..."
Che ci faceva lì?
Solo in pochi avevano il permesso di salire al terzo piano...
Dove era Chris?
Le sue guardie del corpo dov'erano?
" Accidenti a loro...per una volta che avrei bisogno di loro..."
- May, Sarah..tornate in camera- espresse questa frase in un idioma incomprensibile all'uomo, con un tono di comando che le ragazze non tardarono a notare, ma che in Vee non avevano sentito mai...
Le chieserò il perchè, solo per sentirsi ripetere l'ordine con la medesima autorità, ma in un sibilo.
Obbedirono, nonostante quel comando fosse stato impartito loro dall'amica più giovane.
Si congedarono con un sorriso da quell'uomo tanto affascinante che le aveva incrociate "per caso" al bar e si era offerto di portare il vassoio con le bevande per loro.
Appena Vee fu certa che le ragazze fossero entrate in camera, il suo sguardo fu solo per l'uomo che nel frattempo la osservava, bevendo quell'immagine di seminudità che la camicia da notte le donava.
- Lei non ha alcun diritto di essere qui...- sibilò Vee, gli occhi due fessure.
- Ho solo fatto un favore alle sue amiche. Non vorrà rimproverarmi per questo...- alzò le mani arrendevolmente, sorridendole sornione,
l' espressione di simulata innocenza incorniciava il suo volto.
-Stia lontano dalle mie amiche, signore, altrimenti-
- Altrimenti, bella signora?-
Le fu ad un passo, le loro guance quasi sfiorarsi.
Lei rimase immobile.
- Cosa vuole da me?-
- Lei mi piace, signora Miller...vorrei conoscerla meglio..tutto qui...-
- E se io non volessi conoscerla meglio, invece?-
- Mia bella Vianne...siete voi la rosa, adesso...-
Respirò il profumo dei suoi capelli appena lavati,
-...e io ho tanta voglia di pungermi...-
Sospirò sensuale, prima che lei facesse un passo indietro.
- Io appartengo ad un altro uomo, signore...non perda il suo tempo con me...-
e si voltò, senza rivolgergli neanche un cenno di saluto.
Lui la trattenne per il polso.
Tentò di liberarsi ma non vi riuscì.
Per un attimo ebbe paura, ma sapeva bene che le sue amiche sarebbero accorse se l'avessero sentita chiamare.
Mantenne il più possibile il sangue freddo, ma iniziò a respirare più velocemente, il cuore batteva per l'ansia a contatto con quell'estraneo.
- Una donna bella come lei...non è bene che il suo cuore appartenga ad un morto...-
- Io amo un uomo, signore...un uomo vivo, un uomo forte, e bello...e che mi ama davvero...-
Lui non parve prestarle molta attenzione, ma si fece ancora più vicino, lei quasi spalle al muro.
- E dove si trova adesso, questo principe azzurro?Ha un nome, mi auguro...-
" Gerard...."
Vee degluttì, rimanendo in silenzio.
Aveva promesso che non avrebbe parlato...ma la tentazione era forte.
- Non mi prenda in giro, signora...le mie intenzioni sono serie...lei mi piace molto- sussurrò Vincent, portandole la mano contro il muro, premuta nella propria.
- Mi lasci...o lui gliela farà pagare cara...-
- Lei è diversa dalle altre, Vianne...- e le sussurrò vicino all'orecchio,- altre donne mi sono cadute ai piedi con molto meno...la ammiro, signora, mi creda...mi dia una possibilità per dimostrarle che non sono solo un bel ragazzo coi soldi, ma un uomo...uno che non la lascerebbe mai sola, che le starebbe sempre accanto, non come questo presunto sconosciuto in cui crede così tanto...-
Vee riuscì infine a liberarsi dalla sua stretta e si scansò dalla parete, continuando a fissarlo.
- Lui sarà presente al ballo, il 31 di questo mese...allora, solo allora glielo presenterò...forse così si deciderà a lasciarmi in pace!-
- Sarà un onore, Vianne- sorrise lui, sfiorando con le dita una delle sue trecce.
- E ora se ne vada, signor Connelly...si è trattenuto abbastanza-
Vincent annuì fintamente rassegnato, per poi incamminarsi verso la tromba delle scale.
Si voltò un attimo.
- Pensavo che mi piacerebbe moltissimo vedere il suo spettacolo...-scherzò lui, strizzandole l'occhio e indicandola con un gesto quasi irriverente.
- I biglietti sono esauriti da settimane- quasi un sorrisetto di trionfo sul volto della ragazza.
- Per gli altri, forse...sono un uomo di mille risorse, signora Miller...lei non mi conosce- e si allontanò, mandandole un bacio, al che lei rimase immobile per attimi interi, colma di indignazione.
Fu risvegliata da Nina che la richiamò, pochi metri più indietro, dalla soglia della sua stanza.
Rientrò in camera con aria seccata.
- Chi era quello?- domandò la ragazza più adulta, riavviandosi i capelli.
May e Sarah furono più veloci di Vee a rispondere.
Solo parole gradevoli ed aggettivi entusiastici per quel bell'uomo che le aveva aiutate con tanta cortesia e che si era intrattenuto con loro.
Vee si trattenne a stento.
- State lontane da lui, ragazze. Quell'individuo non merita nulla...-
- Perchè parli così, Vee?- chiese dunque Randy, consumando un altro cioccolatino.
La cantante scosse il capo, le labbra curvate in un espressione imbronciata.
- Quello...è il deficiente delle rose...-
Le ragazze compresero solo dopo quale era la preoccupazione della ragazza, e rimasero a parlarne per molto.
- Non vi preoccupate...al ballo ci sarà Gerard: gli dirò tutto e lui terrà lontano il signor Connelly da me...-
- Si- sussurrò Nina, ancora preoccupata.
Le altre fecero solo brevi cenni d'assenso, prima che Randy desiderasse riprendere il discorso iniziato prima che il ritorno delle sorelle e la visita inattesa del bel nobiluomo lo interrompessero.
- Ora dicci tutto, Vee!-le intimarono quasi in coro, dopo che le sorelle chiarirono tra loro il pettegolezzo.
Vee lanciò uno sguardo supplichevole a Nina che le sorrise disarmata prima di voltarsi dall'altro lato.
- Ecco, veramente...io..-
le vide pendere dalle sue labbra, gli sguardi fissi su di lei, in religiosa attenzione e silenzio.
" Argh!!che faccio?"