Capitolo 12
La conclusione
L'oscurità che, come sempre, precedeva un numero di effetto, si dissolse lentamente, sfumando in una lieve atmosfera di blu e grigio.
Poco distanti dal bordo del palco, tre persone avvolte in un mantello scuro erano disposte una al centro e due ai lati e, intonando una breve strofa, iniziarono a muoversi, seguendo il ritmo della misica ora distinguibile perfettamente.
When the moon is in the seventh house
and Jupiter alligns with mars
then peace will guide all the planets
and love will stirs the stars..
lanciarono i mantelli rivelandosi al pubblico come la cantante di Memory, il partner della zingara e il ragazzo dell'omaggio a Cole Porter.
This is the dawning of the Age of Aquarius...
Age of Aquarius....
Aquarius....
Aquarius....
Le loro voci si fondevano con un'armonia che non mancò di colpire il pubblico.
Forse uno dei cori meglio riusciti: i tre cantavano ognuno con una tonalità di voce diversa, i due più bassi di lei, in modo che il risultato fosse un andando delle parole verso tonalità più alte.
Almeno una dozzina di ragazzi entrarono in scena quando i mantelli saltarono in aria, ed adesso danzavano allegramente, sempre con uno schema stabilito che a volte, però, sembrava confondersi nell'euforia di quella musica anni sessanta- settanta.
Erano vestiti con abiti semplici e sportivi, cosa che fece sospettare, a ragione, che la conclusione del recital fosse ormai questione di poco. Cantavano tutti in coro adesso, e l'allegria di quei ragazzi fece venire voglia anche ai bambini presenti di ballare sui loro posti.
Age of aquarius....
Un'altra musica si fece largo, diversa dalla precedente ma conosciuta e presente nello stesso musical.
I ragazzi danzarono muovendosi verso ambo i lati della scena mentre da dietro il secondo sipario, che ora si stava alzando insieme al velo nero, entravano gli altri ragazzi che avevano ballato fino a quel momento, chi con salti, chi con ruote e capriole.
Fu il turno di una sagoma bianca che dal fondo della scena era partita con un salto, per proseguire con una serie di salti acrobatici a mezza aria ed infine atterrare con leggerezza, un sorrisetto soddisfatto sulle labbra.
Una donna.
I capelli castani legati con una coda alta.
Vee entrò giusto in tempo per dare la battuta d'inizio alla canzone, accompagnata da Thòmas e da Jamal.
Let the sunshine...
Let the sunshine in...
The sunshine in...
e di nuovo si esibì in salti e prese con il ragazzo biondo, a cui danzare e provare nuove acrobazie con la ragazza, che aveva indosso solo una maglietta e dei pantaloncini bianchi, non dispiaceva affatto.
****
"Se la fai cadere ti strozzo!" lo minacciava col pensiero l'uomo seduto in platea, mentre vedeva la ragazza più in aria che a terra, il corpo piegato e sollevato in diverse espressioni e movimenti.
Si stava divertendo.
Almeno questo gli faceva piacere, anche se la preoccupazione che un minimo errore le potesse nuocere non lo fece stare tranquillo finchè la musica non cessò, il sipario che si chiudeva al ritmo degli applausi in sala.
Una ragazza uscì ad affrontare il pubblico, che ora era impaziente di salutare i suoi beniamini.
Era Laura.
-Grazie per averci fatto compagnia fino ad ora...- si dovette interrompere quando altri applausi ed urla di consenso le impedirono di udire la propria voce;
- prima di salutarvi, vorremmo dedicare due ultime canzoni agli ospiti presenti, i nostri cari signori e signore, ma in particolare ai professori della famosa Scuola d'arte drammatica Julliard di New York, per aver permesso ai loro ragazzi di partecipare, io vi ringrazio-.
Rientrò dietro le quinte, il pesante sipario si riaprì secondi dopo.
Una trentina di ragazzi e ragazze erano in scena, i costumi, o per meglio dire gli abiti della canzone precedente ancora indosso.
Cantarono e ballarono Fame.
I ballerini tutti misero in scena i loro numeri migliori, e i cantanti si diedero da fare per non sfigurare davanti a quel pubblico che finora li aveva applauditi e sostenuti.
I professori furono molto soddisfatti dei loro studenti, e ammiravano i loro miglioramenti; tuttavia una punta di delusione era presente e serpeggiava un poco nell'animo di tutto il pubblico.
I due cantanti che li avevano fatti sognare non erano presenti tra i ragazzi in scena.
Mentre la canzone finiva e il cast ripiegava nel backstage, Laura, affannata per il canto e la danza, si avvicinò nuovamente a bordo palco.
- E ora, due dei nostri amici vorrebbero dedicare l'ultima canzone a qualcuno in particolare.
Lui la dedica alla sua ragazza, che ama tanto ( Kate sbiancò dietro le quinte, per poi diventare rossa come un pomodoro per la felicità e desiderare abbracciare Alec, che purtroppo era dall'altra parte della scena, pronto ad entrare) e lei ai suoi amici e parenti ed un ringraziamento particolare all'uomo che le ha regalato il suo vestito nuovo...A papà Gambalunga, insomma!-
Tutti risero di quella battuta, tranne chi effettivamente sapeva chi c'era dietro a quella dedica, cioè Gerard, Amanda ed Elliot.
Questi due lo fissarono, per poi sorridere tra di loro maliziosi.
Gerard aveva la gola secca, e ringraziò silenziosamente il cielo che non avesse fatto il suo nome...ma da un lato fu...felice che Vee gli avesse dedicato qualunque cosa avessero in programma di cantare.
Iniziò una musica che pochi dei presenti effettivamente conoscevano.
Il ragazzo entrò in scena, salutato da applausi.
Teneva un microfono in mano, i capelli scuri tirati indietro, a parte qualche ciuffo ribelle che giocava con le sue ciglia, una camicia bianca ben abbottonata fuori dai quei pantaloni neri che appartenevano al personaggio del fantasma.
Whenever i
see your face, the world dissappears,
All in a single glance of, revealing,
You smile and i feel as though, i've known you for years,
How do i know to trust what i'm feeling.
I believe my heart, what else can i do,
When every part of every thought leads me straight to you,
I believe my heart, theres no other choice,
For now whenever my heart speaks, i can only hear your voice.
Aveva davvero una voce limpida, molto virile e delicata, e nei suoi panni semplici mascherava un'eleganza di movimenti che molti, e soprattutto molte, ammirarono.
Ma fu l'ingresso di Vee a impressionare il pubblico.
Indossava un abito bianco di seta, con gemme preziose che brillavano come diamanti alla luce dei riflettori.
Il corpetto era ricamato con intarsi di pizzo e merletto che rendeva splendida ed regale la sua vista.
La gonna le cadeva alla perfezione, accarezzando con la stoffa morbida le sue gambe nude, visibili in lieve trasparenza.
La sua chioma, raccolta in una crocchia lenta sulle spalle lasciava scivolare qualche ciocca vicino al collo e sul petto, elegante e seduttiva, il viso appena sfiorato dal colore sulle labbra e sugli zigomi.
Semplice e semplicemente irraggiungibile.
Anche dagli ultimi posti della sala si avvertiva un'aura magica che incantava e rendeva nulla la distanza tra lei e quelle persone.
Gerard trattenne il fiato al vederla entrare, graziosa come una bambola di porcellana ed eterea come una dea ritratta in un quadro.
Davvero quell'abito valeva ogni centesimo che aveva pagato...e lo avrebbe comprato anche mille volte per rivivere quel secondo in cui non aveva visto nè sentito nessun altro attorno a loro.
Se avesse prestato attenzione agli altri, invece di concentrarsi solo su di lei, avrebbe notato che nessuno, uomo o donna, giovane o anziano, riusciva più a staccarle gli occhi di dosso.
Nessuno avrebbe distolto lo sguardo dalla donna in bianco.
A lifetime
before we met, has faded away,
How did i live a moment without you,
You dont have to speak at all, i know what you'd say,
And i know every secret about you.
La sua voce si
era fatta profondamente malinconica per un attimo, suscitando un breve tremore
negli animi più sensibili, che si domandavano il perchè di tale
sentimento.
Una
sensazione dolce e violenta ad un tempo. Vee scrutò in uno sguardo il pubblico,
ora appena visibile ai suoi occhi, e poco dopo riprese a cantare con la stessa
passione di prima, scacciando la tristezza dalla propria
voce.
"Questa canzone è dedicata a qualcuno di importante per tutti e due" pensò,
lanciando uno sguardo al ragazzo che aveva cantato prima di lei, mentre Alec la
fissava, aspettando che la sua partner completasse la strofa per il duetto
finale;
" Devo cantarla bene per tutti!"
I believe my
heart, it believes in you,
Its telling me that what i see is completely true,
I believe my heart, how can it be wrong,
It says that what i feel for you i will feel my whole life long.
Sorrideva tenerissima mentre intonava l'ultima parte del suo assolo, poi tese la mano ad Alec che la strinse leggermente e rivolti al pubblico esordirono nel loro ultimo duetto.
I believe my
heart, it believes in you,
Its telling me that what i see is completely true,
And with all my soul i believe my heart,
The portrait that it paints of you, is a perfect work of art.
Le loro voci si
combinarono alla perfezione, come era sempre accaduto in quelle due ore, legando
indissolubilmente l'ultima nota ad un mormorio che emisero flebilmente mentre la
musica si spegneva. Si scambiarono uno sguardo di intesa ed un cenno di
vittoria. Si inchinarono per ricevere il saluto del pubblico prima di sparire
dietro le quinte. Rientrarono per un inchino collettivo, accompagnati da tutto
il cast.
*****
- Davvero eccezionali!- disse Elliot ad Amanda, mentre applaudivano ai due ragazzi prima che scomparissero dietro le quinte;
- E, Gerry, se mi avessi detto che il vestito era per questo, ti ci avrei portato volando al negozio. Hai fatto un bel colpo!-
Amanda gli sorrise, cercando di trattenere in qualche modo l'entusiasmo del marito.
Patrick non intese la discussione che occupava i tre, troppo impegnato ad applaudire anche lui, e gridare "bravi" ai due giovani che avevano cantato quella sera.
*****
- Signore, possiamo garantirle che il signor Dawson e i ballerini che ci ha indicato, Creedy, Fletcher, Leroux, Simpson e gli altri saranno più che lieti di esaminare la sua proposta, ma la ragazza...lei resta un'incognita-
- Mi duole ammetterlo, ma lei non frequenta la nostra scuola, non conosciamo neanche il suo nome- A parlare erano stati due uomini, uno alto e slanciato, capelli corti bianchi, un fisico asciutto ed allenato nascosto da un bel maglione di cashmire bianco e da lunghi pantaloni dritti e scuri, ed un uomo visibilmente agitato, che con un fazzoletto si asciugava il volto matido di sudore e la fronte, leggermente stempiata che si faceva strada inesorabile sulla sua testa grigia. I suoi occhi neri avevano faticato molto quella sera, saltellando dal palco dove i suoi studenti si esibivano all''uomo che, pochi secondi prima dell'effettiva messa in scena, si era seduto accanto a loro, scusandosi con i due per l'assenza del produttore, che gli aveva pregato di assistere al suo posto.
Potevano sperare in qualcosa di meglio?
Come avrebbero potuto anche solo immaginare che uno degli uomini più importanti nel mondo dello spettacolo sarebbe intervenuto ad uno spettacolino organizzato dai volontari dell'università a cui avevano accettato di partecipare solo per farsi pubblicità, mentre a tutti i grandi eventi allestiti dalla scuola, lui era sempre mancato, a volte neanche invitato perchè ritenuto troppo importante per semplici manifestazioni come quelle scolastiche? I due trepidavano in attesa di una sua risposta.
- Signor Schneider, Signor Ford. Non vi preoccupate per questo, si può sempre rimediare...- e sorrise loro placidamente, seduto comodo nella sua poltrona in fondo alla prima fila, applaudendo ai ragazzi che ora entravano tutti insieme, le mani strette, i volti sorridenti e decisamente soddisfatti.
Era andata meglio di quanto immaginato.